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Desertmed, isole deserte nel mediterraneo

March 10, 2014 Category :Video 0

Desertmed è un progetto artistico di ricerca interdisciplinare che vuole raccontare le isole deserte del Mediterraneo, attraverso fotografie, materiali audio e video, disegni, sculture, rilievi e interviste. Cercare di rendere visibile l’invisibile attraverso l’interazione tra tecnologie tradizionali e tecnologie digitali innovative, senza privilegiare le une rispetto alle altre, convinti che il confine tra i due modi di rappresentare possa essere superato. La sfida è raccontare i deserti del Mediterraneo, forse gli unici spazi vuoti.

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Abbiamo chiesto al colletivo desertmed quale sia stata la loro esperienza nell’isola dell’Asinara e qual’è il loro approccio di lavoro.  Amedeo Martegani ci racconta il lavoro nell’Isola dell’Asinara.

“L’Asinara è stata in effetti la nostra prima isola, ci siamo voluti andare prima di iniziare il progetto sulle isole deserte. Ci incuriosiva molto la colonia di asini albini e nel 2005 abbiamo girato un piccolissimo film in pellicola:

L’ Asinara è un’ isola molto complicata, socialmente deserta ma urbanisticamente molto articolata e con molte attività intrecciate e non sempre evidenti e in perenne trasformazione. Un luogo imprendibile e apparentemente ingestibile. Siamo tornati diverse volte, sempre in condizioni diverse, accompagnati dalla polizia penitenziaria, in giro con il loro cellulare grigio, ma anche a piedi come turisti all’ ostello.

asinara 2

Ogni isola è un mondo a sé e quindi tempi e spazi variano di conseguenza. I mezzi che abbiamo per raccontare quello che troviamo sono molto semplici: video, fotografie, disegni, interviste, tracce gps, a volte anche scansioni 3D come è stato per l’isola di Santo Stefano, di fianco a Ventotene.

Recentemente siamo stati a Spargi, altra isola incredibile per la densità e il tipo di architettura sparsa, nascosta e scavata nell’ isola. Lì il tempo a nostra disposizione non è stato assolutamente sufficiente perché dipendevamo dall¹Ente Parco ma siamo riusciti comunque a raccogliere delle immagini che in qualche modo comunicano questa meraviglia.
E poi Budelli, prima della vendita all’australiano , abbiamo documentato la casa del guardiano, le sue galline sulla spiaggia rosa, le reti di protezione ma anche le strade che si perdono dentro l’ isola”.

Sito ufficiale: http://desertmed.org/

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BIXINAU, una smart community per Cagliari

March 5, 2014 Category :Video 0

Nei giorni scorsi abbiamo pubblicato sul sito del concorso bandito dalla Edison il progetto BIXINAU, per la rigenerazione urbana del centro storico di Cagliari, decidendo di  partecipare così alla selezione che mette in palio 100.000 euro per la sua realizzazione. In occasione del suo 130imo anniversario, infatti, Edison ha deciso di lanciare il bando EDISON START: un bando nazionale per promuovere lo sviluppo di idee e progetti innovativi e sostenibili (sia dal punto di vista economico sia sociale e ambientale) nell’ambito dell’energia, dello sviluppo sociale e culturale, della qualità della vita domestica e delle comunità locali.

20131111_edisonSardarch partecipa nella categoria “Smart Communities” che comprende progetti imprenditoriali che comportino un impatto positivo nell’ambito della qualità della vita domestica e della comunità a cui si appartiene. In palio per ogni categoria un premio pari a 100.000 euro e la possibilità di usufruire, nell’anno di avvio del progetto, di un supporto dedicato da parte di Esperti che forniranno le proprie competenze al fine di facilitare lo sviluppo dei progetti, nonché promozione e networking.

Le idee presentate potranno essere discusse, condivise e votate dagli utenti della piattaforma www.edisonstart.it fino al 30 marzo 2014. Parte del successo dell’idea, in questa prima fase, sarà proprio la capacità di ottenere attenzione, consensi e partecipazione da parte del pubblico valutata come “capacità di coinvolgimento della community”.

PER SOSTENERE BIXINAU È NECESSARIO REGISTRARSI ALLA PAGINA EDISON START, VOTARE IL NOSTRO PROGETTO E CONDIVIDERLO SUI SOCIAL

BIXINAU è un progetto di rigenerazione urbana e sociale del centro storico di Cagliari, basato sulla creazione di una piattaforma web che agevoli la partecipazione attiva dei cittadini e lo sviluppo dell’economia locale attraverso l’uso di una moneta complementare. La piattaforma sarà animata da una smart community foundation che avrà il compito di creare fiducia tra vicini, sviluppare il commercio locale e gestire in maniera collaborativa le risorse del quartiere a vantaggio della collettività.
BIXINAU si propone incrementare il livello di collaborazione dei cittadini, avviare processi di riqualificazione del territorio attraverso progetti partecipati che migliorino la qualità degli spazi pubblici condivisi, sostenere gli esercenti locali grazie a un circuito commerciale locale. Destinatari del progetto sono i residenti, i fruitori e le attività commerciali/professionali dei quartieri storici di Cagliari, come già avviato nel quartiere di Stampaxi
Gli aspetti innovativi e punti di forza di BIXINAU sono: sviluppo di una luogo digitale (piattaforma web) che favorisca la collaborazione tra vicini, creazione di una smart community foundation che favorisca processi partecipativi misti, tra spazio reale e digitale, in grado di coinvolgere la cittadinanza, utilizzo della moneta complementare per favorire la riattivazione dell’economia locale.
Attraverso il progetto ci si attende di:rafforzare il senso di comunità intensificando lo scambio di servizi e la partecipazione a progetti che migliorino la qualità degli spazi pubblici; accrescere l’autonomia dei cittadini rispetto all’amministrazione pubblica; favorire la collaborazione cittadina nell’ambito del socio-sanitario e dell’istruzione Convertire i commercianti in “smart point” per coloro che non possono accedere alla rete.

Maggiori informazioni su: http://www.edisonstart.it/

Per sostenere il progetto BIXINAU: http://www.edisonstart.it/idee/bixinau

 

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CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA: intervista ad Andrea Bellini

March 4, 2014 Category :Video 2

Andrea Bellini , 42 Anni, è attualmente direttore del Centro d’Arte Contemporanea di Ginevra , ex Direttore del Castello di Rivoli, tra i più importanti musei d’arte contemporanea italiani, ed è stato tra l’altro direttore della fiera Artissima di Torino tra il 2007-2009 e caporedattore della rivista di Flash Art-Internazionale .

Andrea Bellini

In un momento in cui 6 Città italiane ( Cagliari , Lecce , Matera , Perugia , Ravenna e Siena ) competono per aggiudicarsi il titolo di Capitale Europea della Cultura abbiamo chiesto ad Andrea Bellini di parlarci di Cultura e del suo rapporto con la città.

“La cultura e la ricerca sono il primo elemento di sviluppo economico, da sempre. Un Paese che non riesce a investire in cultura ricerca e formazione è un paese fermo che non ha nessuna possibilità nemmeno di intravvedere il proprio futuro. L’Italia deve partecipare al dibattito culturale del nostro tempo perchè la cultura non è semplicemente la conservazione dell’esistente ma è anche la promozione della cultura contemporanea”.

Il nostro Paese ha bisogno di un cambio di passo e il Programma Italia 2019 per l’Individuazione della Capitale Europea della Cultura 2019 dovrà premiare la città che più delle altre saprà interpretare questa esigenza.

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Poetto abracadabra, tracce via via sempre più sottili

October 24, 2011 Category :Video 3

Cagliari, 2011, spiaggia del Poetto

“Poetto abracadabra” è il racconto per immagini di una sparizione e di tracce via via sempre più sottili, di una decostruzione: siamo abituati più a veder crescere costruzioni ed edifici nuovi che non la loro scomparsa, a veder occupare lo spazio che non a liberarlo. Dopo le decisioni prese dalla giunta comunale, la demolizione dei gazebo e dei grandi tendoni che costituivano i chioschetti della spiaggia cagliaritana ha lasciato prima spazio agli originari parallelepipedi che ospitavano i bar e, infine, alla antica sabbia bianca scampata al ripascimento. Di ciò che c’era rimangono segni minimi e temporanei fatti di nastri bianchi e rossi, di colori sulla sabbia, di siepi e fioriere e, magia, fotografie.
Stefano Ferrando

Cap de Creus, 2010, Tudela Club Med

Il reportage fotografico di Stefano Ferrando e il video del progetto di EMF Landscape Architecture. Fotografia e video, due strumenti per raccontare le trasformazioni del territorio. Nei giorni in cui la discussione in Sardegna si fa infuocata sul Piano casa e sul consumo del suolo una comune riflessione verso una direzione che oggi sembra controcorrente.

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Manifesto di Sardarch @Speciale Slam! in Architettura

June 11, 2011 Category :Video 0

Il Manifesto di Sardarch, composto il 25 agosto 2009 al Cabaret Voltaire di Zurigo, letto durante l’edizione speciale dello Slam! realizzata nel chiostro di Santa Croce della facoltà di Architettura in occasione dell’inaugurazione dell’UnicaBookshop.

Guarda il video del Manifesto di Sardarch @Speciale Slam! in Architettura

Lo Slam! è un movimento nato negli Stati Uniti e diffuso un po’ in tutto il mondo: ci si ritrova in un bar o in uno spazio pubblico e chiunque può partecipare, leggendo, recitando o cantando qualcosa di originale e che duri non più di 7 minuti. In risposta all’offerta culturale proposta dal comune di Cagliari quattro ragazzi sono riusciti a creare uno spazio intrigante di libera espressione creativa che da più di 30 settimane anima il centro storico della città.

Cagliari ha bisogno di riscoprire e ricominciare a vivere i suoi spazi pubblici. Un’amministrazione comunale legata solo a pochi interessi ha trascurato in tutti questi anni di coinvolgere gli abitanti nella progettazione degli spazi collettivi della città, relegando i cittadini al ruolo di consumatori e proponendo modelli formali e funzionali imposti dall’alto. L’esclusione sostanziale dei cittadini dalle scelte che riguardano gli spazi pubblici dei propri quartieri è sfociata in proteste continue e sprechi inaccettabili di denaro pubblico. Gli esempi della piazza di via Manzoni e di piazzetta Maxia sono ancora freschi nella memoria di tutti noi.

L’Unione Europea continua a consigliarci di imparare dalle buone pratiche già sperimentate negli altri Paesi. Per farlo finanzia progetti e programmi transfrontalieri. Il Comune di Cagliari finora non è stato bravo a sfruttare queste opportunità. Ma per fortuna diversi ragazzi e associazioni, forti del desiderio di migliorare la propria città, negli ultimi anni hanno dato vita ad esperienze sane, creative e auto-organizzate che hanno mostrato la voglia di riappropriarsi di quegli spazi collettivi sempre più negati da una politica comunale legata all’interesse privato e al mito dell’automobile.

Esiste un altro modo per costruire una città. In tutto il mondo oggi la progettazione partecipata è una realtà, e rappresenta il futuro per intervenire efficacemente nelle nostre città.

Cagliari può migliorare grazie alla partecipazione attiva dei cittadini, ed esperienze come I Park Art, Slam! e Stampaxi Wall ci raccontano che è possibile un altro modo di vivere gli spazi collettivi della nostra città. Basta volerlo.

http://www.sardegnademocratica.it/ambiente/come-vivere-gli-spazi-pubblici-1.20435

Il Manifesto di Sardarch, composto il 25 agosto 2009 al Cabaret Voltaire di Zurigo, letto durante l’edizione speciale dello Slam! realizzata nel chiostro di Santa Croce della facoltà di Architettura in occasione dell’inaugurazione dell’UnicaBookshop.

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Cinque domande a Stefano Boeri

October 18, 2010 Category :Video 0

In una intensa serata di fine estate, a Palau, un attivo comune costiero della Gallura, pochi giorni prima della ufficializzazione della candidatura alle primarie del Partito Democratico per il sindaco di Milano , Stefano Boeri lancia tre linee guida su cui investire per governare il prezioso e fragile territorio della Sardegna, puntando sulla reversibilità dei fenomeni che possano essere controllati dalla politica.

  • DIFESA DEL PAESAGGIO. Con una amministrazione che controlla il tempo prima ancora che lo spazio, il tempo lungo del territorio. Basta con l’idea di sviluppo urbano debba essere estensivo, ma occorre tornare alla ruralità, a dare valore ai terreni rurali, territori permeabili di cui l’uomo si prende cura e che l’uomo utilizza per produrre beni immediatamente spendibili attraverso l’agricoltura, la pastorizia, la forestazione, le attività economiche e turistiche legate alla terra come la viticultura e l’agriturismo. Creare anelli di territori abbiano  un utilità evidente, che tornano ad essere vissuti perché sono luoghi di lavoro e di impegno. che siano un valore effettivo.
  • RIUSO E RECUPERO. Puntando più che nel realizzare nuove costruzioni nel recupero di edifici che abbiano una chiara destinazione e utilità pubblica, creando sistemi di riuso come quelli del riutilizzo delle aree militari dismesse o quelli dell’albergo diffuso. La città si trasforma, e il senso delle operazioni portate avanti da un’amministrazione pubblica intelligente dovrebbe essere quella di agire nei centri storici e nei vuoti urbani, creando forme che utilizzino le strutture vuote, che riempiano e riportino vita in luoghi altrimenti inutilizzati.
  • DEMOLIZIONE. L’arroganza e la violenza di chi pensa a demolire pezzi di città e a deportare i cittadini di intere borgate ( così come è stata violenta la loro costruzione 30 anni fa senza piani terra, servizi e commercio), porta a una semplificazione per un tema che non è da esorcizzare: la demolizione. Non è vero che non si può ripristinare il paesaggio. Il paesaggio può essere recuperato, si può recuperare anche con demolizioni molecolari che colpiscano uno dei mali del nostro territorio: l’abusivismo. La creazione di mappe dell’abusivismo sarebbe un modo per dare un segnale forte alle nuove generazioni e proporre un modello di sviluppo possibile anche per le pubbliche e medie imprese della Sardegna che potrebbero specializzarsi e investire nel settore delle demolizioni.

Dopo Nieto y Sobejano Arquitectos, Sardarch intervista Stefano Boeri ponendogli cinque domande sull’architettura e sul territorio contemporaneo.

L’architetto in quest’occasione sottolinea il suo rapporto con l’idea di sviluppo portata avanti negli ultimi anni in Sardegna e anticipa la decisione di sfidare i poteri milanesi impegnandosi attivamente in politica per tentare di cambiare più efficacemente la città e la società in cui vive.


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In una intensa serata di fine estate, a Palau, un attivo comune costiero della Gallura, pochi giorni prima della ufficializzazione della candidatura alle primarie del Partito Democratico per il sindaco di Milano , Stefano Boeri lancia tre linee guida su cui investire per governare il prezioso e fragile territorio della Sardegna, puntando sulla reversibilità dei fenomeni che possano essere controllati dalla politica.

  • DIFESA DEL PAESAGGIO. Con una amministrazione che controlla il tempo prima ancora che lo spazio, il tempo lungo del territorio. Basta con l’idea di sviluppo urbano debba essere estensivo, ma occorre tornare alla ruralità, a dare valore ai terreni rurali, territori permeabili di cui l’uomo si prende cura e che l’uomo utilizza per produrre beni immediatamente spendibili attraverso l’agricoltura, la pastorizia, la forestazione, le attività economiche e turistiche legate alla terra come la viticultura e l’agriturismo. Creare anelli di territori abbiano  un utilità evidente, che tornano ad essere vissuti perché sono luoghi di lavoro e di impegno. che siano un valore effettivo.
  • RIUSO E RECUPERO. Puntando più che nel realizzare nuove costruzioni nel recupero di edifici che abbiano una chiara destinazione e utilità pubblica, creando sistemi di riuso come quelli del riutilizzo delle aree militari dismesse o quelli dell’albergo diffuso. La città si trasforma, e il senso delle operazioni portate avanti da un’amministrazione pubblica intelligente dovrebbe essere quella di agire nei centri storici e nei vuoti urbani, creando forme che utilizzino le strutture vuote, che riempiano e riportino vita in luoghi altrimenti inutilizzati.
  • DEMOLIZIONE. L’arroganza e la violenza di chi pensa a demolire pezzi di città e a deportare i cittadini di intere borgate ( così come è stata violenta la loro costruzione 30 anni fa senza piani terra, servizi e commercio), porta a una semplificazione per un tema che non è da esorcizzare: la demolizione. Non è vero che non si può ripristinare il paesaggio. Il paesaggio può essere recuperato, si può recuperare anche con demolizioni molecolari che colpiscano uno dei mali del nostro territorio: l’abusivismo. La creazione di mappe dell’abusivismo sarebbe un modo per dare un segnale forte alle nuove generazioni e proporre un modello di sviluppo possibile anche per le pubbliche e medie imprese della Sardegna che potrebbero specializzarsi e investire nel settore delle demolizioni.

Dopo Nieto y Sobejano Arquitectos, Sardarch intervista Stefano Boeri ponendogli cinque domande sull’architettura e sul territorio contemporaneo.

L’architetto in quest’occasione sottolinea il suo rapporto con l’idea di sviluppo portata avanti negli ultimi anni in Sardegna e anticipa la decisione di sfidare i poteri milanesi impegnandosi attivamente in politica per tentare di cambiare più efficacemente la città e la società in cui vive.


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In una intensa serata di fine estate, a Palau, un attivo comune costiero della Gallura, pochi giorni prima della ufficializzazione della candidatura alle primarie del Partito Democratico per il sindaco di Milano , Stefano Boeri lancia tre linee guida su cui investire per governare il prezioso e fragile territorio della Sardegna, puntando sulla reversibilità dei fenomeni che possano essere controllati dalla politica.

  • DIFESA DEL PAESAGGIO. Con una amministrazione che controlla il tempo prima ancora che lo spazio, il tempo lungo del territorio. Basta con l’idea di sviluppo urbano debba essere estensivo, ma occorre tornare alla ruralità, a dare valore ai terreni rurali, territori permeabili di cui l’uomo si prende cura e che l’uomo utilizza per produrre beni immediatamente spendibili attraverso l’agricoltura, la pastorizia, la forestazione, le attività economiche e turistiche legate alla terra come la viticultura e l’agriturismo. Creare anelli di territori abbiano  un utilità evidente, che tornano ad essere vissuti perché sono luoghi di lavoro e di impegno. che siano un valore effettivo.
  • RIUSO E RECUPERO. Puntando più che nel realizzare nuove costruzioni nel recupero di edifici che abbiano una chiara destinazione e utilità pubblica, creando sistemi di riuso come quelli del riutilizzo delle aree militari dismesse o quelli dell’albergo diffuso. La città si trasforma, e il senso delle operazioni portate avanti da un’amministrazione pubblica intelligente dovrebbe essere quella di agire nei centri storici e nei vuoti urbani, creando forme che utilizzino le strutture vuote, che riempiano e riportino vita in luoghi altrimenti inutilizzati.
  • DEMOLIZIONE. L’arroganza e la violenza di chi pensa a demolire pezzi di città e a deportare i cittadini di intere borgate ( così come è stata violenta la loro costruzione 30 anni fa senza piani terra, servizi e commercio), porta a una semplificazione per un tema che non è da esorcizzare: la demolizione. Non è vero che non si può ripristinare il paesaggio. Il paesaggio può essere recuperato, si può recuperare anche con demolizioni molecolari che colpiscano uno dei mali del nostro territorio: l’abusivismo. La creazione di mappe dell’abusivismo sarebbe un modo per dare un segnale forte alle nuove generazioni e proporre un modello di sviluppo possibile anche per le pubbliche e medie imprese della Sardegna che potrebbero specializzarsi e investire nel settore delle demolizioni.

Dopo Nieto y Sobejano Arquitectos, Sardarch intervista Stefano Boeri ponendogli cinque domande sull’architettura e sul territorio contemporaneo.

L’architetto in quest’occasione sottolinea il suo rapporto con l’idea di sviluppo portata avanti negli ultimi anni in Sardegna e anticipa la decisione di sfidare i poteri milanesi impegnandosi attivamente in politica per tentare di cambiare più efficacemente la città e la società in cui vive.


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A drive with Winy Maas. Talking about Sardegna

April 2, 2010 Category :Video 1

Sardarch intervista Winy Maas, fondatore dello studio Olandese MVRDV.

Un viaggio intervista attraverso la Sardegna, dalla Marmilla al Campidano, in cui Winy Maas espone le sue impressioni e considerazioni dopo un breve periodo passato in Sardegna e due conferenze tenute presso l’università di Architettura di Cagliari, collegate al workshop Archilab.

Winy Maas si focalizza sulle criticità del paesaggio sardo, mettendo in evidenze le problematiche legate alla costa e alla costruzione di villaggi di vacanze e seconde case.

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INTERVISTA DOPPIA SANNA/MACIOCCO – Facoltà sarde a confronto

September 1, 2009 Category :Video 1

Intervista Doppia Sanna Maciocco

Le facoltà di architettura sarde stanno affrontando negli ultimi mesi dei passaggi importanti della loro ancora giovane storia.

Cagliari ha deciso di affidare per i prossimi anni la presidenza della facoltà ad Antonello Sanna, già direttore del Dipartimento di Architettura.

Alghero continua a dare fiducia a Giovanni Maciocco, il preside che ha fortemente voluto portare “Architettura” in Sardegna e che quest’anno ha visto la sua facoltà valutata dal Censis al primo posto tra le facoltà di Architettura italiane.

Prima dell’inizio del nuovo anno accademico abbiamo voluto interrogare i due presidi sulla loro visione dell’università e del mondo dell’architettura isolano. Coscienti del differente ruolo che Maciocco e Sanna hanno all’interno delle rispettive facoltà pensiamo che questa intervista doppia possa portare spunti di riflessione interessanti.

Part 1

  • Quando è nata la vostra facoltà di architettura?
  • Quanti studenti sono iscritti alla vostra facoltà?
  • Perché è nata la facoltà di architettura e quali sono state le difficoltà più grandi incontrate?
  • Come valuta la vostra organizzazione universitaria e di cosa andate fieri?
  • Come si insegna l’architettura ai giorni nostri?

Part 2

  • Quale ritiene essere il livello dei vostri laureati e in base a cosa lo valuta?
  • Crede che esista o possa esistere una scuola di architettura legata alla vostra facoltà?
  • E una scuola di architettura sarda?
  • Come si immagina la vostra facoltà se potesse organizzarla senza tenere in conto le questioni economiche?

Part 3

  • Cosa pensa di tirocini ed esperienze lavorative in periodo universitario?
  • Qual è il rapporto tra la vostra facoltà di architettura e il mondo del lavoro isolano?
  • In che modo come preside pensa di poter sopperire alla carenza di strutture della vostra facoltà?
  • Tre architetti che vorrebbe invitare alla vostra scuola

Part 4

  • Prospettive per il futuro
  • Per concludere, una frase per i suoi studenti

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L’Italia cerca casaL’Italia cerca casaL’Italia cerca casa

May 8, 2009 Category :Video 1

Mentre il piano casa del governo (passato in secondo piano per l’opinione pubblica dopo i fatti d’Abruzzo) continua il suo iter legislativo in dialettica con la Conferenza Unificata Stato Regioni, le singole amministrazioni che da subito si sono offerte di applicarlo ragionano su come declinarlo in legge a fronte delle problematiche specifiche dei contesti locali.

In particolare la Sardegna si trova a dover fare i conti con la pianificazione paesaggistica e di assetto idrogeologico, in base alla quale i comuni stanno adeguando i propri piani urbanistici, e con la ferma volontà di essere la regione pilota nell’attuazione del piano caso.

In tempi politicamente non sospetti l’architettura italiana rispondeva all’interrogativo “Beyond the architecture” posto dall’ultima Biennale di Venezia affrontando la problematica della casa.

Questo video, posto come intro del padiglione italiano, apre molti interrogativi e allo stesso tempo da una visione analitica delle problematiche legate al problema casa in Italia.

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Mentre il piano casa del governo (passato in secondo piano per l’opinione pubblica dopo i fatti d’Abruzzo) continua il suo iter legislativo in dialettica con la Conferenza Unificata Stato Regioni, le singole amministrazioni che da subito si sono offerte di applicarlo ragionano su come declinarlo in legge a fronte delle problematiche specifiche dei contesti locali.

In particolare la Sardegna si trova a dover fare i conti con la pianificazione paesaggistica e di assetto idrogeologico, in base alla quale i comuni stanno adeguando i propri piani urbanistici, e con la ferma volontà di essere la regione pilota nell’attuazione del piano caso.

In tempi politicamente non sospetti l’architettura italiana rispondeva all’interrogativo “Beyond the architecture” posto dall’ultima Biennale di Venezia affrontando la problematica della casa.

Questo video, posto come intro del padiglione italiano, apre molti interrogativi e allo stesso tempo da una visione analitica delle problematiche legate al problema casa in Italia.

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Mentre il piano casa del governo (passato in secondo piano per l’opinione pubblica dopo i fatti d’Abruzzo) continua il suo iter legislativo in dialettica con la Conferenza Unificata Stato Regioni, le singole amministrazioni che da subito si sono offerte di applicarlo ragionano su come declinarlo in legge a fronte delle problematiche specifiche dei contesti locali.

In particolare la Sardegna si trova a dover fare i conti con la pianificazione paesaggistica e di assetto idrogeologico, in base alla quale i comuni stanno adeguando i propri piani urbanistici, e con la ferma volontà di essere la regione pilota nell’attuazione del piano caso.

In tempi politicamente non sospetti l’architettura italiana rispondeva all’interrogativo “Beyond the architecture” posto dall’ultima Biennale di Venezia affrontando la problematica della casa.

Questo video, posto come intro del padiglione italiano, apre molti interrogativi e allo stesso tempo da una visione analitica delle problematiche legate al problema casa in Italia.

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PIANO CASA VIDEO

March 17, 2009 Category :Video 1

Vi proniamo due video, il primo tratto dal film I cento passi, di Marco Tullio Giordana (2000), il secondo tratto da Le mani sulla città, di Francesco Rosi (1963).

Sono degli spunti di riflessione per quanto riguardo la discussione in corso sul piano casa.

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