Continua il nostro processo di mappatura delle più interessanti iniziative di innovazione urbana e sociale in Italia. Vi presentiamo il progetto RI.QUA realizzato a Marghera, Venezia.

  1. In cosa consiste sinteticamente il vostro progetto e quali sono gli obiettivi che volete ottenere?

Con l’acronimo RI.QUA si è soliti indicare un’azione di rigenerazione urbana e sociale riferita ad un luogo specifico. L’acronimo allude al termine ricostituzione, ma non solo. Può significare: Ricerca Identità di QUArtiere; così come nuovamente qui in questo luogo. RI.QUA è l’aspetto creativo nel compiere un’azione di manutenzione di uno spazio urbano o di un manufatto. E’ la volontà di rendere memorabile quel complesso di operazioni necessarie a conservarne la loro convenienza funzionale. RI.QUA – in qualità di azione condivisa – necessita manifestarsi in forma di happening, privilegiando il ripetersi di episodi fra loro correlati rispetto all’evento singolo isolato. Il progetto intende operare nei seguenti ambiti: micro architettura, social design e politiche sociali. RI.QUA quale risultato concepito da molteplici realtà informali ed istituzionali presenti nel territorio si pone come principale obiettivo quello di legare in maniera indissolubile la cultura con le questioni urbane e sociali così da ibridare modi differenti di pensare la città.

Riqua 02 gli edifici di Via Don Bosco

Riqua – gli edifici di Via Don Bosco

  1. Quali risultati a breve, medio e lungo termine avete ottenuto o pensate di raggiungere attraverso il vostro progetto?

Nel breve periodo: trenta bambini, sei associazioni e due uffici del Comune coinvolti per una due giorni caratterizzata da cinque ore di laboratori creativi. Un modo per ritrovarsi e ragionare assieme su una parte di città: via del Bosco a Marghera. Un pretesto, quello dei laboratori, che ha permesso alle generazioni più giovani di residenti di confrontarsi con il loro quartiere attraverso pratiche culturali informali quali: l’arte dell’origami e la creazione di fiori “segnalatori” dei luoghi amati; l’autocostruzione di microbanchi da lavoro e la conoscenza dell’arte serigrafica. Nel medio e lungo termine il progetto si pone analoghi obiettivi da replicare in contesti urbani differenti. Ad oggi le realtà promotrici sono impegnate nel reperimento di fondi per la prosecuzione delle attività.

RIqua - tavoli di lavoro

RIqua – tavoli di lavoro

  1. In che modo il vostro progetto ha consentito di riattivare la cittadinanza e attivare un processo di riqualificazione sociale?

A partire dai giudizi espressi dal Comitato di quartiere nella compilazione del tool predisposto dal RFSC risultava emergere che gli abitanti di via del Bosco sentono maggiormente l’urgenza di interventi di altro tipo rispetto a quelli tradizionalmente considerati di stretta competenza della tecnologia dell’architettura. Sebbene esistano elementi di degrado degli edifici, appaiono urgenti interventi rivolti alla costituzione di una nuova micro-economia locale in quanto esercizi commerciali e piccole attività artigianali (attualmente quasi inesistenti) risultano riconosciute come elementi qualificanti il contesto; oltre ad essere possibili impieghi utili a fronteggiare la crescente disoccupazione. Il progetto intende innescare la nuova micro-economia a partire proprio dalle “competenze” che i residenti apprendono nel corso dei laboratori creativi. Sotto il profilo dell’inclusione e la coesione sociale l’attuale situazione presente nel quartiere appare complessa. Sebbene non manchi il desiderio d’integrazione, manca la flessibilità sociale che sta alla base di ogni integrazione culturale. Una flessibilità sociale, che come descrive M. A. Barucco, risulta “…fiaccata dalle vicende delle famiglie, dalla scarsa salute dei singoli e dall’inadeguatezza degli standard abitativi…” . Nell’attuale periodo di crisi economica e finanziaria la problematica della riqualificazione del social housing pare si stia orientando maggiormente sul “come e perché fare” rispetto al “cosa fare”. Il progetto intende per questo motivo avviare laboratori creativi mirati incentivare l’incontro tra i cittadini per far emergere le aspettative, i desideri e i bisogni dei residenti ma anche di valorizzare le risorse presenti nel territorio allo scopo di avviare, successivamente, azioni manutentive (riferite allo spazio pubblico) da compiersi secondo modalità d’intervento diretto (autocostruzione), andando a promuovere una visione di comunità competente, empowered.

Riqua - serigrafia

Riqua – serigrafia

  1. Credete che il vostro approccio sia un innovativo modo di intendere l’urbanistica? Ritenete che il vostro progetto possa essere definito come un processo di urbanistica collaborativa?

L’approccio del progetto non lo definirei innovativo quanto attuale. Crediamo che RI.QUA possa diventare per le realtà che ne fanno parte una valida opportunità di avvicinamento alla pratica del placemaking. L’approccio attuale alla progettazione, pianificazione e gestione degli spazi pubblici, che si sta diffondendo molto non solo negli Stati Uniti, ma anche a livello internazionale. Si tratta di uno strumento estremamente pratico per processi “bottom-up”, guidati dalla comunità locale, orientati a migliorare un quartiere, una città o una regione. Troviamo particolarmente attinenti con RI.QUA le qualità con le quali Angelica Fortuzzi definisce questo processo, ovvero: “collaborativo, sociale, culturalmente consapevole, sensibile al contesto, multi-disciplinare, visionario, ispirante/motivante, inclusivo, trasformativo, flessibile, in continua evoluzione”.

Riqua - fiori

Riqua – fiori

ANGOLAZIONI URBANE ALVISE GIACOMAZZI. ALESSANDRO BELLINATO_LAME GIORGIO BOMBIERI. GIUSEPPE SACCA’_ RIGENERAZIONIURBANE ANDREA PAGAN. GIOVANNA MUZZI. SUSANNA CAMPEOTTO. RENZO TOLOMIO. MARTA TOSONE_SPIAZZI GAETANO Dl GREGORIO_SMALLCAPS FEDERICO ARZENTON. PAOLO ROGGERO_VEZ BIBLIOTECA CIVICA Dl MESTRE_COMUNICARE DIEGO SACCORA. ANGELA PIRO. MARIKA TARALLO. GIOVANNA BERTACCHE. STEFANIA BON_OEHDESIGN CAMILLA TOMASI. NICOLA SCOPELLITI_COMUNE DI VENEZIA ASSESSORATO ALLE POLITICHE GIOVANILI E PACE_MUNICIPALITA’ DI MARGHERA SERVIZIO SOCIALE