In Sardegna la politica regionale sta decidendo come riformare il sistema degli enti locali che governano l’isola. La scomparsa delle otto province è l’occasione per un profondo ripensamento dell’organizzazione territoriale dell’isola in cui si scontrano e confrontano esigenze e spinte politiche differenti.

Roberto Sanna, architetto nuorese classe 1988, ha dato vita ad un progetto geo-fotografico sullo stato dei paesaggi nell’isola di Sardegna che ha l’obiettivo di offrire ai fruitori della rete (attraverso un blogfacebook e instagram) una maggiore consapevolezza della complessità del territorio sardo visto da una scala inusuale, quella delle foto satellitari.

Per farlo richiama le Curatorie, il sistema degli “enti locali” nel periodo storico durante il quale la Sardegna costituì un prototipo di organizzazione statuale più vicino allo stato moderno rispetto al resto dell’Europa feudale. I regni giudicali emersero infatti come forma originale e avanzata di auto-organizzazione politica nel quale il sistema amministrativo, giuridico e produttivo si articolò sulla base delle esigenze locali.

Un progetto da seguire per conoscere meglio il territorio della Sardegna e che può essere di stimolo per chi ha interesse a prendersi cura della nostra terra.

CURATORIAS

 

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Le curatorie rappresentavano, durante il medioevo giudicale sardo, il principale sistema di organizzazione territoriale degli stati giudicaliErano costituite da porzioni di territorio, differenti per estensione e popolazione, che riunivano territori consimili per cultura ed economia.

“L’estensione delle curatorie era inversamente proporzionale alla loro densità di popolazione: le curatorie più popolose erano anche le meno estese, mentre quelle meno popolate godevano di maggiore estensione. Questo perché evidentemente l’antropizzazione era strettamente legata con la produttività dei suoli e le zone fertili potevano vivere di agricoltura, sostentando un maggior numero di abitanti, mentre le zone meno adatte alle coltivazioni, dovendo sostentarsi con la pastorizia, necessitavano di vaste estensioni di terra libera, adibita a pascolo” 

Francesco Cesare Casula, La storia di Sardegna, Sassari, Carlo Delfino editore, 1998 

A capo di ogni curatoria il giudice nominava un majore de curatoria, che presiedeva una corona de curatoria, un’assemblea formata dai rappresentanti degli insediamenti di pertinenza. In qualche modo ricalcava sui territori l’assetto amministrativo e di governo del regno giudicale, tramite un bilanciamento di poteri che appare estremamente interessante nell’Europa feudale del tempo. Questa forma di governo aveva alti gradi di efficienza amministrativa anche perché era contestuale e peculiare alla vera realtà sociale del tempo e dei territori. Il termine si fa derivare dal latino Curo/as, legato al concetto di curare, prendersi cura di.

L’assetto territoriale delle curatorie sopravvive pienamente anche oggi sull’isola. Nonostante gli stravolgimenti portati dall’imposizione del feudalesimo, la maggior parte delle sub-regioni storiche e i toponimi territoriali ricalcano infatti le curatorie. Si è scelto di utilizzare questo nome per la peculiarità intrinseca di questa forma di governo del territorio, ovvero un richiamo a una maggiore consapevolezza e uno sguardo d’insieme sull’isola, costituita da un mosaico di territori molto diversi ma interconnessi tra loro da fattori storici, sociali e ambientali. Un’isola ‘attraversata’ dove le diverse parti del mosaico hanno bisogno di essere lette assieme per apprezzarne il disegno generale.

MANIFESTO DEL PROGETTO 

CURATORIASCuratorias – overview of an Island è un progetto geo-fotografico sullo stato dei paesaggi nell’isola di Sardegna.   Attraverso l’utilizzo di uno strumento imparziale come la fotografia aerea, rielaborata nei canoni della fotografia panoramica, si cerca di diffondere una maggiore consapevolezza sui luoghi dell’isola, nelle loro dinamiche e staticità.

Se il paesaggio è quella parte di territorio così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall’azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni, diventa allora  necessario divulgare una maggiore consapevolezza su questi rapporti, sia nella loro evoluzione sia nei rapporti di margine tra le parti, per renderlo un patrimonio collettivo, non oggetto statico di consumo ma esito materiale di scelte consapevoli.

Curatorias si propone di indagare sulla percezione dei luoghi della Sardegna, un’isola non mero oggetto storico, ma soggetto attivo la cui storia produce esiti e conseguenze che si riflettono sulla percezione e sull’uso degli spazi. 

Se l’uso delle riprese dal satellite e dei navigatori informatici è ormai generalizzato grazie ai dispositivi mobili, lo è meno la diffusione di queste immagini nell’uso comune, come strumenti capaci di far interrogare le persone sulla qualità del proprio habitat. Le diverse riprese aeree, estratte dal geoportale della regione autonoma della Sardegna, sono riunite per album tematici, in modo da costituire col tempo un archivio che copra l’intera isola nei diversi campi d’indagine.

Sito internet –> https://curatorias.wordpress.com

Facebook –> https://www.facebook.com/curatorias/

Instagram –>  https://www.instagram.com/curatorias/

Roberto Sanna,  nato a Nuoro nel 1988. Laureato nel 2014 in architettura a Cagliari (110 e lode, relatori Carlo Atzeni e Adriano Dessì) con una tesi di progetto su un parco agricolo a Orosei dal titolo: Tessere a margine-il parco agricolo sperimentale di Tanca Idda, tra Orosei e il Cedrino. Abilitato alla professione di architetto a febbraio 2015, attualmente collaboro con alcuni studi di architettura e svolgo attività di tutor nella facoltà di architettura a cagliari. Appassionato di fotografia e storia.