Sono partita per il Perù per lavorare nell’ambito della cooperazione, trovando poi un’opportunità interessante nell’architettura sociale. La mia esperienza come architetto è stata accanto all’Associación Semillas para el Desarrollo Sostenible, che da qualche anno si occupa di sviluppo sostenibile attraverso la progettazione e costruzione di strutture scolastiche nelle zone rurali della Selva Amazzonica.

Quest’anno abbiamo per la prima volta attivato un laboratorio sul tema dell’urbanistica con i bambini di Huaycán, nella periferie est di Lima. In un quartiere molto povero, il quale, seppur nato da un’idea di urbanizzazione pianificata negli anni ’80, con il tempo si è sviluppato autonomamente per volontà degli abitanti spesso provenienti dalle Ande o dalle zone rurali in cerca di una vita più dignitosa nella grande capitale. Però vivere dove mancano i servizi principali come l’acqua potabile, il sistema fognario, l’elettricità può essere più complicato che vivere nella semplice e umile povertà della campagna. Ma i peruviani sono ammirabili maestri nell’arte dell’adattarsi, del reinventarsi e ricreare situazioni di normale quotidianità anche in condizioni di precarietà.

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Momento del laboratorio Re-conociendo mi Barrio. Huaycán, Lima.

A Huaycán abbiamo portato avanti un laboratorio chiamato RE-CONOCIENDO MI BARRIO con i bambini di 10-11 anni, nel quale veniva chiesto loro di riflettere su temi come la città, il quartiere, la casa. Attraverso un percorso che seguiva la didattica ludica abbiamo poi finalizzato il lavoro con la riproduzione della propria casa e del quartiere, giocando tra il reale e il sogno. Conoscere da vicino una realtà come la periferia limegna e lavorare con i bambini è stata un’opportunità incredibile. Mi ha piacevolmente colpito vedere come la timidezza iniziale si sia trasformata in una condivisione spontanea in cui loro stessi spiegavano ai grandi l’importanza di vivere un quartiere, solitamente denigrato, valorizzandone le qualità.

Ma il Perù, grande 4 volte l’Italia, non è solo Lima. È impressionante la sua grande diversità climatica: L’Amazzonia tropicale, le alte montagne della Cordigliera delle Ande, e il clima desertico della costa; l’ambito dove lavora Semillas è nelle comunità rurali della Selva Central dell’Amazzonia peruviana, nella provincia di Satipo. Lavorando da vari anni in questa zona Semillas ha già portato a termine varie scuole sia nelle comunità abitate dai nativi della zona, come i Nomatziguenga, che nei centri abitati da persone provenienti dalle Ande in cerca di un clima più favorevole per dedicarsi all’agricoltura.

Il metodo con il quale con Semillas approcciamo e portiamo avanti i progetti è attraverso un processo partecipativo. Infatti prima ancora di proporre un progetto ai finanziatori si parla con la comunità, per sentire quali siano le esigenze e se Semillas possa dare un contributo utile. Nel frattempo passa un periodo di analisi e conoscenza dal quale viene prodotto un report sulla situazione del villaggio e della comunità. In questo periodo inizia a stringersi una relazione con la comunità, attraverso e grazie soprattutto ai laboratori che si svolgono. Il progetto deve essere sostenibile anche nella scelta dei materiali, combinando strutture in cemento con legno e mattoni artigianali reperibili in loco e l’appoggio della manodopera locale.

La prima volta in cui ci siamo trasferiti in un paesino nell’Amazzonia, a San Martín de Pangoa, mi sembrava di essere in un film. Catapultata in una realtà simile ai racconti che mia madre mi faceva sul modo di vivere in un piccolo paese della Sardegna degli anni ’60, con la differenza che adesso ci sono le auto, i computer, internet.

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Centro urbano di San Martín de Pangoa, Satipo, Selva Central del Perù.

L’ultimo progetto è nella Comunità Nativa di Jerusalén de Miñaro: una scuola primaria, dove come architetto mi sono occupata, assieme ad altri colleghi, di tutte le fasi dalla progettazione fino alla costruzione, ora in corso. Fino ad ora i bambini svolgevano le lezioni in aule in pessimo stato, fatte di assi di legno malandate, senza pavimento e tetti in lamiera, che sicuramente non sono ottimali per un clima tropicale caldo e lunghi periodi di pioggia.

Comunità Nativa di Jerusalén de Miñaro, San Martín de Pangoa, Satipo.

Comunità Nativa di Jerusalén de Miñaro, San Martín de Pangoa, Satipo.

Da sottolineare che questo è un villaggio dove vive una comunità Nomatziguenga, nativi con una cultura molto affascinante ancorata ad antiche credenze, che vivono nella zona della Selva Central principalmente coltivando patate e frutta e devo ammettere che lavorare con queste comunità rende tutto ancora più curioso e affascinante.

Come vorresti che fosse la scuola dei tuoi sogni? Jerusalén de Miñaro, San Martín de Pangoa, Satipo.

Come vorresti che fosse la scuola dei tuoi sogni? Jerusalén de Miñaro, San Martín de Pangoa, Satipo.

Abbiamo svolto vari incontri con gli insegnanti, gli studenti, il comitato dei genitori e autorità del villaggio, grazie ai quali, attraverso laboratori, conferenze o semplici conversazioni sono emerse le esigenze principali per la nuova scuola. Ai professori, che a causa dell’isolamento dei villaggi si trasferiscono nella comunità per tutto l’anno scolastico, abbiamo chiesto quali fossero i loro bisogni, le loro perplessità e sono stati invogliati a proporre idee. Con gli studenti sono state fatte attività adeguate alla loro età, in cui principalmente abbiamo posto loro una semplice domanda: Come vorresti che fosse la scuola dei tuoi sogni? Questa domanda può sembrare banale, ma non c’è cosa più importante, soprattutto in questi luoghi in cui le categorie deboli (donne e bambini) hanno pochissima voce in capitolo, che dare valore alle idee dei principali beneficiari, rendendoli partecipi del processo di decisione e pianificazione. E’ importante che la comunità sia consapevole delle proprie capacità, dei talenti e dei mezzi per costruire e portare avanti nel tempo un progetto, creare uno sviluppo sostenibile e fare in modo che ci sia un empowerment.

Un sogno che si fa realtà. Jerusalén de Miñaro, San Martín de Pangoa, Satipo.

Un sogno che si fa realtà. Jerusalén de Miñaro, San Martín de Pangoa, Satipo.

È stato molto divertente vedere i risultati, commentarli con loro, sentirci accettati e ormai parte della comunità, ma soprattutto è stato utile per noi prendere spunto da tutte queste informazioni per poi creare un progetto che fosse il più possibile accettato da tutti. Inoltre c’è il fattore umano: vedere i bambini, seppur vestiti con le loro tipiche tuniche arancioni e rigorosamente scalzi, che ovviamente fanno quello che fanno tutti i bambini del mondo: giocano a calcio, corrono, si divertono e vedere le condizioni in cui sono costretti ad andare a scuola ogni giorno, mi fa ha fatto riflettere sul significato della parola umiltà, restituendo valore al suo significato più semplice e puro.

Festa per l’approvazione del progetto della Scuola Primaria di Jerusalén de Miñaro, San Martín de Pangoa, Satipo.

Festa per l’approvazione del progetto della Scuola Primaria di Jerusalén de Miñaro, San Martín de Pangoa, Satipo.

Il Perù è stato difficile da decifrare a primo impatto. Ma aver conosciuto i tanti aspetti di questo paese è stata la chiave che mi ha fatto scoprire la sua grande umiltà e fragilità, attraverso le diversità negli sguardi della gente si intravede un mondo affascinante e speciale, dove in realtà come spesso accade la cosa più difficile è andar via.

Martina Uda | Associazione Cultarch

 

Per info sui progetti dell’ Associación Semillas Para el Desarrollo Sostenible:

http://www.semillasperu.com/

https://www.facebook.com/AsociacionSemillasPeru/?fref=ts

Martina Uda si è, Laureata in Architettura a Cagliari con una tesi svolta a Valladolid sullo studio di una riqualificazione di un quartiere abitato da minoranze etniche. Grazie al Master di II livello in “Pianificazione e politiche per la Città, l’Ambiente e il Paesaggio” presso l’Università di Alghero e l’Harbin Institute of Technology di Harbin (Cina) ha la possibilità di fare esperienze in diversi paesi del mondo come Cina e Cile. Attraverso il Servizio Civile Nazionale all’Estero con la ONG Comunità Promozione e Sviluppo, in Perù, inizia la collaborazione nel campo dell’architettura sociale con l’Associacion Semillas para el Desarrollo Sostenible.